Web Agency Truffa Google Ads: 978 Conversioni ma Solo 103 Ordini
La tua web agency ti dice che Google Ads sta andando benissimo perché vedi centinaia o migliaia di conversioni? Prima di crederci, controlla una cosa fondamentale: quelle conversioni sono davvero ordini pagati o sono semplici aggiunte al carrello?
Nel caso che analizziamo qui, una campagna eCommerce mostra 978,06 conversioni con un costo di circa 911,57 €. A colpo d'occhio sembra un risultato eccellente: meno di 1 € per conversione. Ma aprendo il dettaglio degli obiettivi emerge il problema: circa 874 conversioni sono "Aggiunta al carrello", mentre gli acquisti reali sono circa 103.
Tradotto: oltre l'89% delle conversioni dichiarate non sono vendite. Sono carrelli. E un carrello non paga gli stipendi, non genera margine, non svuota il magazzino e non misura davvero la redditività di un eCommerce.
La fregatura: chiamare "conversioni" ciò che non è fatturato
Attenzione: tracciare l'aggiunta al carrello non è sbagliato. Anzi, è utile per capire il comportamento degli utenti nel funnel. Google Analytics 4 distingue chiaramente eventi eCommerce come add_to_cart e purchase: il primo misura l'interesse, il secondo misura l'acquisto.
Il problema nasce quando una web agency o un consulente Google Ads usa l'aggiunta al carrello come conversione principale, poi presenta il totale delle conversioni al cliente come se fossero acquisti. Questo altera la percezione dei risultati e può far sembrare profittevole una campagna che, in realtà, sta generando molte intenzioni e pochi ordini.
Secondo la documentazione ufficiale Google Ads, le azioni di conversione primarie vengono incluse nella colonna "Conversioni" e possono essere usate per l'ottimizzazione delle offerte. Le azioni secondarie, invece, servono per osservazione e reportistica. Per un eCommerce, di norma, l'obiettivo principale deve essere l'acquisto, non il carrello.
Perché è grave nelle campagne Performance Max
Con le campagne Performance Max, Google utilizza automazione, machine learning e segnali di conversione per decidere dove mostrare gli annunci, a chi mostrarli e quanto offrire. Google stessa consiglia di scegliere obiettivi di conversione che contano davvero per il business.
Se la campagna impara che il risultato da cercare è "aggiungi al carrello", tenderà a trovare persone propense ad aggiungere prodotti al carrello. Non necessariamente persone propense a completare l'ordine, pagare e diventare clienti.
Questa è la parte più pericolosa: non è solo un report gonfiato. È una configurazione che può danneggiare l'apprendimento della campagna. Invece di ottimizzare verso fatturato, margine e acquisti, la Performance Max può finire per ottimizzare verso micro-azioni molto più facili da ottenere.
Come una agenzia Ads disonesta gonfia i risultati
Lo schema è semplice:
- imposta "Aggiunta al carrello" come azione di conversione principale;
- lascia "Acquisto" insieme ad altri eventi nella stessa logica di obiettivo;
- mostra al cliente la colonna "Conversioni" totale;
- parla di costo per conversione bassissimo;
- nasconde o minimizza il dato davvero importante: quanti ordini sono stati generati.
Nel caso degli screenshot, il report aggregato mostra circa 978 conversioni. Ma il dettaglio separa chiaramente 873,98 carrelli da 103,08 acquisti. Sono due metriche completamente diverse.
"Agenzia Google Ads fregatura": quali segnali controllare
Se gestisci un negozio online e sospetti che la tua agenzia stia gonfiando i risultati, controlla questi segnali:
- Ti parlano sempre di conversioni, mai di ordini. Chiedi quante vendite pagate sono arrivate da Google Ads.
- Il costo per conversione sembra troppo bello. Se paghi meno di 1 € a conversione ma gli ordini non crescono, forse stai guardando carrelli, non acquisti.
- Non hai accesso amministratore a Google Ads e GA4. Se non puoi verificare gli obiettivi, dipendi dal racconto dell'agenzia.
- Nel pannello Obiettivi compaiono carrello, inizio checkout e acquisto tutti come azioni principali. Per analisi va bene, per bidding e report commerciale può essere un disastro.
- La Performance Max spende ma il fatturato non segue. È il sintomo classico di campagne ottimizzate su segnali deboli.
- Il report mensile non distingue micro-conversioni e macro-conversioni. Un report serio separa carrelli, checkout, acquisti, valore ordini e ROAS.
La configurazione corretta per un eCommerce
Per la maggior parte degli eCommerce, una configurazione pulita dovrebbe distinguere così:
- Acquisto / purchase: conversione primaria, usata per offerte e ottimizzazione.
- Valore acquisto: importo reale dell'ordine, indispensabile per ROAS e campagne orientate al valore.
- Aggiunta al carrello / add_to_cart: evento secondario o metrica di osservazione, utile per diagnosi del funnel.
- Inizio checkout: evento secondario, utile per capire abbandoni e problemi UX.
- Lead, chiamate, visite in negozio: da usare solo se sono davvero obiettivi coerenti con la campagna.
Ci sono eccezioni tecniche, ad esempio account con pochissime vendite o strategie temporanee di apprendimento. Ma devono essere dichiarate, documentate e misurate. Non possono diventare il modo stabile per far sembrare vincenti campagne che non stanno generando ordini.
Partner Google Ads non significa garanzia
Molti titolari eCommerce si fidano perché l'agenzia mostra badge, certificazioni o diciture come "Google Partner". Questi elementi possono indicare competenze e requisiti raggiunti, ma non sostituiscono il controllo sui dati. Anche un account gestito da professionisti certificati può essere configurato male, letto male o raccontato peggio.
Il punto non è il badge. Il punto è: la campagna sta portando ordini profittevoli? Se la risposta viene sostituita da "hai fatto tante conversioni", chiedi subito il dettaglio per azione di conversione.
Come proteggersi da una web agency che ruba budget
Non serve essere tecnici per fare le prime verifiche. Serve pretendere trasparenza.
- Chiedi accesso amministratore o almeno lettura a Google Ads, GA4 e Google Tag Manager.
- Apri Google Ads e vai in Obiettivi → Conversioni → Riepilogo.
- Controlla quali azioni sono impostate come azioni di conversione principali.
- Nel report campagne, segmenta la colonna Conversioni per azione di conversione.
- Confronta conversioni Google Ads, ordini reali nel gestionale e fatturato del CMS.
- Chiedi un report con acquisti, valore acquisti, costo, ROAS, margine stimato e nuovi clienti.
- Se l'agenzia evita la domanda o cambia discorso, quello è già un dato.
Domande frequenti
La mia web agency mi sta fregando se usa "Aggiunta al carrello" come conversione?
Non sempre. Usare il carrello come evento di analisi è normale. Diventa un problema quando viene usato come conversione principale per valutare il successo della campagna o, peggio, quando viene presentato come se fosse un acquisto.
Come capisco se le conversioni Google Ads sono ordini veri?
Entra in Google Ads, apri il report campagne e usa il segmento per azione di conversione. Devi vedere quante conversioni arrivano da "purchase", "acquisto" o evento equivalente, e quante invece da "add_to_cart", "carrello", "inizio checkout" o altre micro-azioni.
Le Performance Max possono peggiorare se ottimizzano sui carrelli?
Sì. Se il segnale principale è il carrello, la campagna può apprendere a cercare utenti che fanno carrelli, non utenti che comprano. Per un eCommerce, questo può ridurre la qualità dell'apprendimento e spostare budget verso traffico meno profittevole.
Qual è la conversione principale corretta per un eCommerce?
Di norma è l'acquisto completato, con valore dell'ordine correttamente passato a Google Ads o GA4. Carrelli, checkout e visite prodotto sono utili, ma dovrebbero restare metriche diagnostiche salvo strategie molto specifiche e temporanee.
Un'agenzia Google Partner può fare questi errori?
Sì. Il badge Google Partner non è una garanzia assoluta sulla qualità della configurazione del singolo account. Va sempre controllato cosa viene tracciato, cosa viene usato per bidding e cosa viene presentato nel report.
Cosa devo chiedere alla mia agenzia Ads ogni mese?
Chiedi numero di ordini, valore ordini, spesa, ROAS, costo per acquisto, margine stimato e dettaglio delle conversioni per singola azione. Se il report contiene solo "conversioni" aggregate, manca il dato più importante.
Posso recuperare un account ottimizzato male?
Sì, ma serve rimettere ordine nel tracciamento, impostare gli acquisti come conversione primaria, verificare i valori, controllare GA4 e Google Tag Manager, poi lasciare alle campagne un nuovo periodo di apprendimento con obiettivi corretti.
Vuoi sapere se la tua agenzia Google Ads ti sta raccontando conversioni vere o carrelli travestiti da vendite? Possiamo fare un audit tecnico del tuo account Google Ads, GA4 e Tag Manager e dirti esattamente cosa sta imparando la campagna: ordini o illusioni.
Fonti utili: documentazione Google Ads su azioni di conversione primarie e secondarie, guida Google Ads sugli obiettivi di conversione, best practice Google per Performance Max e documentazione GA4 sugli eventi eCommerce.